
L’uomo rinnovato, considera le qualità dell’uomo come il centro nel quale tutto gravita. L’uomo rinnovato, pone assoluta importanza ai valori che lo guidano, e nel particolare, su come possono essere individuati, migliorati e utilizzati correttamente. Come persone, come uomini di Destra Libertaria, potremmo mai considerarci estranei a tale affermazione, nella quale oltretutto, abbiamo il sacrosanto dovere di apportare un supplemento di costruttività e spiritualità ?
Certamente no. E nel particolare, voglio mettere soprattutto l’accento sulla coerenza, e sulla sincera fedeltà allo spirito e allo stile di vita che il movimento politico Destra libertaria, vuole avere come sua caratteristica peculiare. Quindi sulla sincerità dei rapporti sia all’ interno , che all’ esterno del movimento, a tutti i livelli. Pongo questa necessità, come questione di onestà, senza la quale non c’e’ moralità, essendo per noi di Destra libertaria, l’onestà, principio e fine della moralità.
Ma lo scenario politico socio culturale di oggi, non è sempre vissuto su questo principio. L’agire della politica contemporanea vive non di sola onestà, ma anche di ipocrisia, infingimento e morale soggettiva.
L’ ipocrisia deve essere debellata perché pone una maschera di moralità a chi finge di essere quello che non è, e spinge a comportamenti ulteriormente distruttivi della onestà personale, già in gran parte compromessa. Spesso può portare anche a comportamenti scandalosi, di fronte a persone, che essendosi fermate alle apparenze, ne ricevono danno morale, quando quelle apparenze cadono, mettendo a nudo, la povertà morale di chi agiva con infingimento.
Questo infingimento o ipocrisia, rappresenta il tentativo estremo, di chi essendo individualista, cerca di sfuggire alle sua responsabilità, evitando quella presa di coscienza di se, che gli farebbe riconoscere, insieme ai suoi limiti, i suoi doveri, e le sue responsabilità. Purtroppo è un atteggiamento oggi molto diffuso, a causa degli influssi degli interessi individualistici e multinazionali, che oltre ad incidere negativamente, sulla politica e sulla morale sociale, impediscono la comprensione, di quei valori autentici dell’azione umana, e costituiscono un modo alternativo, di considerare il mondo umano. E’ un individualismo, che viene sfruttato ai fini dell’ utilità dell’ individuo, dove individualismo e utilità, formano come un principio di morale astratta, che veniva posto alla base della capacita associativa nel liberalismo e nel comunismo.
Ne si dica che ormai, il marxismo, e le forme ad esso ispirato, siano in coma, e finite per sempre. Potranno essere finite come bandiera di partito, ma hanno fatto si che il linguaggio della morale moderna, sia talmente gravato di concetti, come quello di utilità e di diritti naturali, che tutta l’attività politica e sociale, del mondo contemporaneo, è indirizzata a procurare ciò che è utile per l’individuo e non per la collettività.
La persona individualista non può collocarsi in alcuna società come mediatore di modelli, di virtù o di valori comuni.
La persona individualista, è ella stessa modello a se stessa, è ella stessa l’unica autorità che riconosce , e i suoi rapporti con gli altri, devono essere forme di esercizio di questa autorità. L’isolamento, e la concentrazione esclusiva in se stessa, impone alla persona individualista, il peso e la grave responsabilità di essere la propria autorità morale autosufficiente.
Ci troviamo cosi di fronte al concetto e alla prassi della morale soggettiva, attualmente, il cancro reale che aggredisce oggi la politica, e il sociale che da essa ne deriva, invece di attingere il suo fondamento, in un principio razionale, fa spesso delle affermazioni gratuite, secondo una morale astratta, dettate appunto dall’ individualismo.
L’individualista fonda il suo agire ritenendo giuste, frasi tipo :
......per me è morale ciò che in questo momento mi alletta, mi piace, mi è utile, mi serve. ........a lunga scadenza obbedirò solo a leggi morali che siano utili alla soddisfazione dei miei desideri e delle mie passioni. ......seguo il corso del mondo dove ciascun individuo, ciascuna classe, consulta i propri desideri e per soddisfarli depreda gli altri individui e le altre classi.
Con pronunciamenti come questi, l’individualista afferma di fatto, che la sua morale è soggettiva, perché deve seguire il ruolo delle passioni e dei desideri di se stesso, dove lui è il soggetto delle azioni.
Fonda la morale sulla passione, e rifiuta ogni legge universale, e la legge divina, che fondano la morale oggettiva. Scegliere la morale soggettiva, significa adottare determinati punti di vista contrapposti sull’ esercizio delle virtù, quindi contrapposti anche al carattere della propria storia individuale, e contrapposti anche alla storia della comunità a cui si appartiene.
Tommaso d’Aquino diceva "…..esiste un ordinamento cosmico che determina la posizione di ciascuna virtù in uno schema totale e armonioso di vita umana." Allora la verità nella sfera morale consiste nella conformità del giudizio morale all’ordine di questo schema....“. Allora i valori e le virtù devono essere espressi nella vita pratica di ogni giorno, cosi da costituire una unità storica di ogni esistenza e tradizione morale. Allora i valori, e con essi gli unici fondamenti, dell’ autorità delle leggi e delle virtù, possono essere scoperti, soltanto partecipando con sincerità a quei rapporti che costituiscono comunità, dove ogni vita e ogni tradizione è espressa nella sua verità oggettiva, e dove c’è una visione, e una comprensione dei valori, condivisa da tutti.
Non è certamente possibile questo, a chi per mancanza di sincerità, non riconosce i propri limiti, e si pone come un assoluto, al di sopra di tutto e tutti. L’individualista, escludendo se stesso, dall’ attività culturale spirituale e morale comune, in un organismo comune, elimina in se stesso, ogni giorno, la possibilità di imparare per la propria crescita , con l’obbedienza di un apprendista, isolandosi spiritualmente e socialmente dalla comunità.
Fernando Cacciamani
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